Anaerostipes hadrus: produttore di butirrato e frequenza del DNA

Herbert Eder – esperto di frequenze molto richiesto a livello internazionale

L'Anaerostipes hadrus è un esempio del motivo per cui un database di frequenza non è un elenco esclusivamente di microrganismi nocivi. Questo batterio è studiato soprattutto come componente del microbioma intestinale umano e per la sua capacità di produrre butirrato. La presenza di una voce dedicata nel database non giustifica un trattamento contro questo abitante dell'intestino.

Un batterio anaerobico dell'intestino crasso

L'Anaerostipes hadrus appartiene alla famiglia delle Lachnospiraceae. In precedenza questa specie era denominata Eubacterium hadrum ed è stata assegnata al genere Anaerostipes sulla base di studi tassonomici. Nello studio originale sono stati confrontati, tra l'altro, isolati provenienti da campioni di feci umane e da una biopsia del colon.

È importante distinguere tra una specie e un singolo ceppo. I batteri appartenenti alla stessa specie possono differire per quanto riguarda i geni e le caratteristiche metaboliche. Pertanto, il nome del genere o della specie non costituisce di per sé una descrizione completa delle proprietà di un determinato isolato.

Cosa significa “formazione di butirrato”?

Il butirrato è un acido grasso a catena corta. In condizioni adeguate, l’Anaerostipes hadrus è in grado di sintetizzare butirrato a partire dal D-lattato e dall’acetato. Questa specie fa quindi parte di quelle reti metaboliche microbiche in cui i prodotti di un organismo possono fungere da materia prima per altri organismi.

Tuttavia, un risultato di laboratorio relativo a questa capacità non indica la quantità effettiva di butirrato prodotta dall’intestino di una determinata persona. A questo proposito, giocano un ruolo importante l’apporto alimentare, la presenza di altri microrganismi e le condizioni all’interno dell’intestino. L’identificazione di una specie e la misurazione di un prodotto metabolico forniscono risposte a domande diverse.

Perché i risultati della ricerca non devono essere utilizzati come guida per l'autoterapia

Recenti studi sperimentali analizzano le differenze nell’accesso alle sostanze nutritive tra i singoli ceppi di Anaerostipes hadrus. Tali studi contribuiscono a comprendere meglio la convivenza all’interno del microbioma. Non forniscono tuttavia indicazioni generali su come aumentare o ridurre la presenza di questa specie in ogni individuo.

Anche un valore che appare insolito in un rapporto commerciale sul microbioma non dovrebbe costituire, di per sé, la base per un trattamento antimicrobico. È fondamentale verificare se sussista un’indicazione clinicamente fondata e se la misura proposta sia dimostrabilmente appropriata per quella situazione.

Classificazione ai fini della ricerca sulle frequenze

Nel caso dell’Anaerostipes hadrus, l’aspetto biologico di un microrganismo intestinale è in primo piano. L’assegnazione di un numero in un database di frequenze non indica in alcun modo se un’influenza di questo tipo sarebbe auspicabile. E tanto meno dimostra che un segnale sonoro o elettrico raggiunga in modo selettivo proprio questo organismo nell’intestino.

Una ricerca trasparente dovrebbe rendere noti il metodo utilizzato, i suoi parametri tecnici e gli endpoint biologici. La reputazione di generatore di butirrato non costituisce una prova di efficacia, così come la semplice esistenza di un valore di frequenza del DNA.

Frequenze del DNA relative all’Anaerostipes hadrus: valori documentati

Il database delle frequenze del DNA utilizzato assegna a questa voce i seguenti valori. Tutti i dati sono riportati senza modifiche in hertz (Hz). Il punto serve qui esclusivamente come separatore delle migliaia.

Denominazione Frequenza
Anaerostipes hadrus 13.222 Hz

Il termine “frequenza del DNA” descrive in questo contesto un’assegnazione all’interno del database. Il numero di per sé non dimostra né una frequenza propria misurata dell’organismo né un effetto diagnostico o terapeutico. Nella classificazione fornita mancano un riferimento alla sequenza verificabile, un metodo di calcolo documentato e prove cliniche di efficacia. Non viene effettuata alcuna ottavazione automatica né viene fornita alcuna raccomandazione relativa a durata, intensità o applicazione.

Nota: Terapia di frequenza Non è riconosciuto dalla medicina convenzionale. Le informazioni fornite non sostituiscono in alcun modo una diagnosi o un trattamento medico. Non devono quindi causare ritardi o l’interruzione di misure mediche necessarie.

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Herbert Eder
Herbert Eder è ricercatore nel campo delle frequenze, terapista delle frequenze, autore e formatore. Dal 1994 si occupa di terapia delle frequenze e medicina dell’informazione. Sul sito herbert-eder.com trasmette conoscenze specialistiche in modo accessibile, condivide le esperienze maturate in tanti anni di pratica e illustra gli sviluppi nella ricerca sulle frequenze, con uno sguardo responsabile alle possibilità di applicazione e ai limiti di questa disciplina.